Incentivi biometano

Gli incentivi sul biometano, validi per tutti gli impianti costruiti prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto 2 marzo 2018, sono stabiliti nel decreto 5 dicembre 2013, che attua le linee guida contenute nel decreto legislativo del 3 marzo 2011, numero 28. Tale decreto prevede tre modalità di incentivazione, a seconda che il biometano sia immesso direttamente in rete, utilizzato nei trasporti o in impianti di cogenerazione.

  • Il biometano immesso in rete per la distribuzione del gas naturale ottiene un incentivo per 20 anni, aumentato del 50% se il biometano proviene solo da rifiuti o sottoprodotti indicati nella tabella 1A del D.M. 6 luglio 2012. Gli impianti con capacità produttiva fino a 500 Smc/ora ottengono una maggiorazione del 10%, mentre per quelli con capacità produttiva superiore a 1000 Smc/h è prevista una riduzione del 10%. Inoltre gli impianti con capacità fino a 500 Smc/h hanno la possibilità del ritiro dedicato da parte del GSE.
  • Il biometano utilizzato nei trasporti, previa immissione nella rete del gas naturale, dà diritto a certificati di immissione per 20 anni, maggiorati del doppio se il biometano proviene da alghe, FORSU, o sottoprodotti indicati nelle tabelle 1A e 1B del D.M. 6 luglio 2012.
  • Il biometano utilizzato nei trasporti, attraverso la vendita diretta mediante un nuovo impianto di distribuzione realizzato a proprie spese, dà diritto per 10 anni ad una maggiorazione del 50% dei certificati di immissione al consumo.
  • Il biometano utilizzato in impianti di cogenerazione ad alto rendimento si vede riconoscere, per 20 anni, le tariffe per la produzione elettrica da biogas, al netto dei consumi energetici dell’impianto, come da D.M. 6 luglio 2012.
  • Infine, per gli impianti biogas esistenti riconvertiti per la produzione di biometano, è previsto un incentivo pari al 40% di quello spettante ai nuovi impianti per biometano immesso in rete o per cogenerazione ad alto rendimento; pari al 70% per l’utilizzo nei trasporti.

Per superare le criticità di questo decreto, e soprattutto per recuperare il forte ritardo accumulato dal nostro Paese riguardo all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nel settore dei trasporti, è stato emanato il nuovo decreto 2 marzo 2018, che si applica a tutti i nuovi impianti costruiti in data successiva alla sua entrata in vigore, e che entrino in funzione entro il 31 dicembre 2022. Il decreto si applica anche agli impianti preesistenti destinati alla produzione di biogas che, in data successiva alla sua entrata un vigore, siano convertiti parzialmente o totalmente alla produzione di biometano.

In base a questo decreto, il biometano immesso nella rete del gas naturale con destinazione d’uso nel settore dei trasporti è incentivato per 20 anni con Certificati di Immissione in Consumo (CIC), pari ad un CIC ogni 10 GCal.

Il biometano cosiddetto “avanzato”, prodotto solo a partire da determinate biomasse dette avanzate, è incentivato con un CIC ogni 5 GCal, sempre per 20 anni.

Per quello immesso senza destinazione specifica d’uso è invece prevista l’emissione di Garanzie d’Origine (GO) e l’istituzione presso il GSE di un apposito Registro Nazionale delle garanzie.